Gianni Rodari: imparare giocando

"Il gioco come modalità di apprendimento, di sperimentazione e di crescita"... Tutto semplice, adesso, ma negli anni '50 Gianni Rodari non ha avuto vita facile...

gianni-rodariCi sono centinaia di parchi, circoli, biblioteche, ludoteche, strade, scuole materne ed elementari intitolate a Gianni Rodari. La più importante è la “Piazza Gianni Rodari” che sorge davanti al “Parco della Fantasia” ad Omegna (VA), il suo paese natale.

Gianni Rodari nasce nel 1920, scrittore, pedagogista e giornalista, famoso per la sua fantasia e originalità, attraverso racconti, filastrocche e poesie ha contribuito a rinnovare profondamente la letteratura per l’infanzia. Il “Metodo Rodari”, cioè la capacità di smontare e rimontare i meccanismi non solo verbali per capire come sono fatti è stata una vera rivoluzione a partire dagli anni ’50. RodariAl bambino non bisogna regalare “libri zuccherosi” ma dargli una “grammatica della fantasia”, un metodo con il quale imparerà a inventare storie da solo. Bastano materiali poveri come le parole e strumenti alla portata di tutti: la filastrocca, la rima, l’associazione di immagini, il surreale, perfino l’errore. Il gioco come modalità di apprendimento, di sperimentazione e di crescita. Tutto semplice, adesso, ma allora Rodari non ha avuto vita facile, come del resto tutti gli innovatori. Le sue “canzonette” snobbate, e lui considerato “poco divertente, poco progressivo, poco tutto”. Sono gli anni ’50, il suo primo libro pedagogico “Il Manuale del pioniere” venne “scomunicato” dal Vaticano, che definì lui “cristiano diventato diabolico”; nei cortili delle parrocchie venivano bruciati i suoi libri. Lo stesso Togliatti non condivideva le posizioni di Rodari, l’aria era pesante!… basti pensare che nel 1951 Nilde Iotti aveva collegato la delinquenza giovanile nientemeno che al dilagare del fumetto. Ma Rodari tira dritto e continua a lavorare sodo. In un Paese serioso ma non serio, con scarsa attitudine all’umorismo, insegna ad imparare divertendosi.

rodari libri-I suoi libri vengono tradotti prima in Russia, poi in tutti i Paesi dell’Europa Occidentale, fino alla consacrazione nel 1970 con l’assegnazione del Premio Andersen, il Nobel della letteratura infantile, unico scrittore italiano a riceverlo: un record che dura tuttora!

Tra le sue opere maggiori si ricordano: Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Favole al telefono, Il gioco dei quattro cantoni, C’era due volte il barone Lamberto, La freccia azzurra (da cui nel 1996 è stato tratto un film d’animazione).

E’ comunemente considerato uno scrittore per l’infanzia ma, dietro un’apparente semplicità di linguaggio, si cela un autore impegnato nella rivendicazione sociale, nel diritto al rispetto, alla salute, al verde nelle città. L’avvicinamento al mondo della letteratura per ragazzi avviene per caso, all’inizio gli fu imposto: lavorava a Milano, alla redazione dell’Unità ed ebbe l’incarico di curare l’angolo dei bambini nella pagina domenicale (fu chiesto a lui in quanto anni prima era stato maestro di scuola). Rodari cominciò a pubblicare settimanalmente filastrocche e raccontini, aveva una predisposizione per i pezzi brillanti di fantasia e umorismo. Ai bambini piacevano e arrivavano sempre più lettere che chiedevano filastrocche per il padre tranviere o vigile urbano. Nacquero oltre alle storie anche tanti personaggi come: Cipollino, Pomodoro, Pero Pero, Mastro Uvetta… scrivere per i bambini gli piaceva e capì che era anche necessario.

Gianni Rodari muore a Roma, nel 1980, per arresto cardiaco. Aveva solo 59 anni.

Redazione

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avatar Articolo scritto da Redazione il 28/02/2015
Categoria/e: Approfondimenti, Primo Piano, Rubriche.



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