La cicala che suonava il violino

"Credere in se stessi può farci raggiungere qualsiasi obiettivo" è la morale di questa bella favola di Ilaria Rucco...

La cicala_Luca CiancioC’era una volta in un bosco lontano, una cicala alquanto buffa, il suo nome era Berta. A  differenza di tutte le altre, lei suonava il violino.
“Cosa avete da ridere?” chiedeva la cicala agli altri animali che si burlavano di lei. Ma nessuno le rispondeva.
Un giorno Berta incontrò una lumachina di nome Sale.
“Che nome buffo che hai!” le disse la cicala – “Non hai paura che ti prendano in giro?”
Sale all’inizio la guardò perplessa poi rispose: “E a me cosa importa degli altri! Vedo che hai uno strumento musicale, perché non mi fai sentire come suoni?”
Ma la cicala Berta si intristì e rispose: “Non lo so suonare bene”.
Sale allora sorrise e le disse: “Questo è impossibile, solo dopo averci provato  per molto tempo potrai dire di non saperlo fare. Ti farò però un piccolo dono, il tuo violino comincerà a parlare, e così ti insegnerà come fare per suonarlo”.
Fu così che il violino si mise in piedi.
“AH finalmente!” – disse sgranchendosi le gambette di legno – “Allora Berta? Cosa abbiamo intenzione di fare?”
Questa rimase senza parole: “Come è possibile Sale?” ma mentre stava finendo di pronunciare la frase si accorse che la lumachina non c’era più.
“Tornerà tra una settimana, stai tranquilla. Durante questo tempo suoneremo insieme tutti i giorni, ma non devi prendere la cosa come un compito difficile, deve essere un divertimento, così imparerai a suonare. Dovrai però lasciare da parte le tue paure, devi avere fiducia in te stessa”.
“Va bene, ci sto”.  La cicala allora cominciò ad esercitarsi tutti i giorni e la sua triste espressione di un tempo lasciò il posto alla felicità.
Anche gli altri animali si accorsero che la cicala adesso era sempre contenta, ma non ne conoscevano il motivo.
“Finalmente ti vedo sorridere!” – le disse un giorno un pettirosso dall’alto del suo ramo.
“Ma come? Tu non ridi di me?” – domandò Berta.
“Io non rido mai di nessuno” – rispose il pettirosso e poi continuò: “Molte volte sono le nostre insicurezze che ci fanno stare male, ma devi imparare che non sono tutti uguali, che anche se qualcuno ride di te, non è detto che lo facciano tutti. Se qualcuno non ti vuole bene, ce ne saranno altri mille che te ne vorranno”.
Berta allora cominciò a saltare per la gioia: “Hai proprio ragione! Adesso devo andare, grazie mille per le tue parole”- disse andando via saltellando ancora.
Quella sera quando riprese a fare le prove, non chiese al violino di prendere vita, ma cominciò a suonare da sola e suonava benissimo.
“Lo sapevo che eri brava.” Berta riconobbe subito la voce della lumachina Sale.
“Amica mia, sei tornata!” disse avvicinandosi a lei.
“Sono ritornata per te, per farti un’altra sorpresa, metti questi vestiti eleganti e vieni con me”.
Oltrepassando una grande tenda azzurra, Berta si ritrovò sopra un palco e, di fronte a lei, vide gli animali del bosco e, davanti a tutti il suo amico pettirosso, pronti ad ascoltarla.
Le paure di Berta erano finalmente svanite, quella sera incantò tutti con la sua musica. Da quel giorno ogni settimana diede un concerto per i suoi amici.
Credere in se stessi può farci raggiungere qualsiasi obiettivo.

Redazione

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avatar Articolo scritto da Redazione il 01/10/2017
Categoria/e: Favole.



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