Alcione e Ceice

La storia di Alcione e Ceice raccontata in un bellissimo mito greco...

Il Mito di AlcioneLa città di Trachine era scossa da paurosi prodigi: un giorno il mare si era colorato di rosso; una notte un lupo nero aveva fatto strage di buoi e, quando i contadini avevano cercato di ucciderlo, si era trasformato in sasso.
Ansioso per quanto accadeva il re Ceice decise di andare a consultare l’oracolo del tempio di Apollo. Ma sua moglie, la dolce Alcione, appena lo seppe scoppiò in lacrime e pregò il marito di non partire:
- Il tempio è di là dal mare, e il mare mi spaventa. Proprio ieri ho visto sulla spiaggia resti di tavole, segni di un naufragio. Sai bene quante tombe, vuote di salme, si allineano sulla sabbia a ricordo di naviganti inghiottiti dal mare. Ti scongiuro di non partire! Se poi queste mie lacrime non riescono a farti cambiare idea, almeno portami con te. Correremo insieme gli stessi pericoli ed avremo la stessa sorte.
Ceice si commosse e cercò di confortare la moglie, promettendo di rientrare in due mesi. Poi diede ordine di preparare una nave con il necessario per il viaggio.
Quando fu pronta, la nave salpò, sospinta da due file di marinai, che battevano il mare con dei lunghi remi. Alcione, in piedi sulla spiaggia, la seguì con lo sguardo, finché fu in vista. Quando non la vide più, corse a casa e si abbandonò in lacrime sul letto.
Intanto la nave prendeva il largo. Quando furono in mare aperto, i marinai posero i remi di traverso e stesero le vele per accogliere il vento.
La navigazione proseguì felicemente fine alla metà del viaggio, quando si levarono improvvise raffiche di vento e le onde si gonfiarono.
Prontamente il pilota ordinò di ammainare le vele, ma la forza del vento impediva i movimenti dei marinai. Onde pesanti si abbatterono sulla nave.
Lo scafo, in balia della tempesta, prima saliva verso il cielo, sollevato da un’onda; poi piombava negli abissi, fin quasi a  toccare il fondo del mare.
I marinai, aggrappati ai banchi con tutte le forze, invocavano tutti gli dei.
Ceice ripensava alla sua Alcione e ne ripeteva il nome.
Poi venne la fine. Non reggendo più ai colpi della tempesta, la nave si sfasciò, disperdendo tutti gli uomini in mare.
Intanto Alcione, ignara della sciagura, contava i giorni e ogni mattina andava al tempio di Giunone pregando per il ritorno del marito. Impietosita, la grande dea non volle che Alcione continuasse a chiedere il ritorno di uno che era già morto. Chiamò Iride, la bella messaggera che spesso appare in cielo sotto forma di arcobaleno, e le disse:
- Va dal Sonno e digli che mandi ad Alcione un sogno veritiero, così che sappia che Ceice è morto!
Iride subito volò via ad informare Sonno, che a sua volta trasmise a Morfeo, il maggiore dei suoi figli, il comando di Giunone.
Nel cuore della notte Morfeo stese le sue grandi ali nere e volò alla casa di Alcione. Si posò sul guanciale della regina e le apparve in sogno con l’aspetto di Ceice.
- Mi riconosci? Sono tuo marito. Le tue preghiere sono vane. Una tempesta sommerse la nave, ed ora il mio corpo è in balia delle onde. Dammi gli onori funebri. Non permettere che io scenda, senza il conforto del pianto, tra le ombre degli Inferi.
Atterrita dal sogno, Alcione si svegliò di soprassalto e vide che era già l’alba. Rammentò che i sogni dell’alba sono veritieri.
Si alzò in fretta e corse in riva del mare, dove aveva abbracciato il marito l’ultima volta; salì sullo scoglio dal quale aveva visto la nave perdersi all’orizzonte.
Sotto di lei l’acqua era cupa. E sull’acqua vide galleggiare uno scudo e vi riconobbe l’insegna di Ceice. Dunque il sogno le aveva detto il vero.
Vinta dal dolore, Alcione volle morire e si gettò a capofitto in mare.
Ma invece di cadere, fu portata in alto dal vento. Trasformata in uccello dalla pietosa Giunone, Alcione volteggiò nell’aria, lanciando un richiamo dal becco sottile.
Un vecchietto che stava sulla spiaggia, vide un altro uccello, simile al primo, rispondere al richiamo e levarsi in volo dal mare. E tutti e due, insieme, salirono in alto con le bianche ali distese.
Ancora oggi Ceice, il gabbiano maschio, e Alcione, la femmina volano insieme sull’azzurro mare. Per sempre li ha ricongiunti Amore.

Redazione

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avatar Articolo scritto da Redazione il 29/08/2016
Categoria/e: Favole.



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