La sirena che non sapeva nuotare

Un giovane pescatore e una sirena sono i protagonisti di questa bellissima favola...

La sirenaIn mezzo al mare stava Melina, la sirena, seduta su un tappeto di alghe fluttuanti. Le onde si infrangevano intorno a lei spruzzandola di goccioline salate, che si mescolavano alle sue lacrime. Melina, infatti, piangeva spesso perché era molto infelice.
All’improvviso un bel delfino emerse dall’acqua e con salti, piroette e tanti spruzzi nuotò fino a raggiungere Melina.
- Sei molto bravo – disse Melina – ma è inutile che tu cerchi di rallegrarmi!
Melina sferzò l’acqua con la punta della coda di pesce e si asciugò gli occhi, che subito tornarono a riempirsi di lacrime e singhiozzando aggiunse:
- Sono l’unica sirena che non sa nuotare.
- Ma sei giovane Melina e puoi imparare – la consolò il delfino.
- Ci ho provato! Ma non serve a nulla. Non riuscirò mai a tuffarmi e così non potrò vedere i coralli e le piante che crescono sul fondo del mare e pensare che lo desidero tanto…
- Sai che faremo? – disse il delfino – Non c’è bisogno che tu nuoti. Salta sul mio dorso e io ti porterò in giro per il mare. Andremo dove tu vorrai.
sirenaMelina sorrise fra le lacrime e si afferrò saldamente al dorso del delfino che filò via veloce sulle acque. Nuotarono sempre più lontano, fino a raggiungere certe strane acque vicino alla costa, dove nemmeno il delfino era mai arrivato prima. Nuvole scure coprivano la luna e soffiava un forte vento.
- Sta arrivando un temporale – avvertì Melina.
Il delfino, tutto preso dal piacere di aiutare la sirena, non si era accorto che il tempo era cambiato. L’oceano rigonfio li sospinse verso un piccolo gruppo di casette ammucchiate lungo la costa delle Isole Lontane. In quel luogo viveva un giovane soprannominato Pesciolino, perché nuotava così bene da sembrare più un pesce che un ragazzo. Perfino i più abili marinai rimanevano stupiti a vederlo tuffarsi, rigirarsi e guizzare nell’acqua. Talvolta spariva sott’acqua, per poi riapparire dopo lungo tempo, lontano fra gli scogli e le correnti.
Quando la sirena e il delfino si avvicinarono alla costa, lui stava seduto su uno scoglio che sporgeva dall’acqua. Aveva nuotato tutto il giorno e stava per tornare a casa.
Proprio in quel momento, mentre la pioggia e il vento sferzavano le onde, Melina perse l’equilibrio e cadde dal dorso del delfino.
- Aiuto! Non so nuotare! – gridò.
Il povero delfino disperato la cercò, tuffandosi sott’acqua più volte, ma la corrente era fortissima e Melina era scomparsa.
sirena 1Veniva spinta sempre più vicino all’isola e le sue grida si disperdevano nel vento. Pesciolino vide da lontano i capelli dorati della sirena e le sue mani alzate verso il cielo.. Si tuffò e, in men che non si dica, raggiunse Melina.
- Aggrappati a me! Ti prenderò io.
La tenne stretta a sé e nuotò con tutte le sue forze verso un vecchio relitto, la cui prua sporgeva dalle onde. Pesciolino rimase senza fiato quando si accorse che Melina non aveva delle gambe come tutti, ma una bellissima coda di pesce di un verde scintillante.
- Una sirena? – disse Pesciolino – ma allora come mai… perché…?
- Non so nuotare – confessò Melina e scoppiò nuovamente in lacrime.
- Allora ti insegnerò io – disse il ragazzo.
sirena 2Dentro il relitto c’era una pozza d’acqua calma e Pesciolino cominciò a nuotare avanti e indietro, insegnando a Melina come doveva muovere le braccia per fendere l’acqua.
Melina era nervosa e un po’ spaventata. Ma alla fine si lasciò scivolare nell’acqua. Si era appena lasciata andare, quando un’onda enorme li investì. Un muro d’acqua si rovesciò dentro al relitto e spazzò via Melina.sirena 3
La sirena emise un acuto strillo di paura, ma Pesciolino non poté farci niente. Melina si allontanava sempre più, trascinata dalla grande massa d’acqua, finché lui rimase solo.
Molti anni dopo, Pesciolino era diventato il più abile pescatore del villaggio. Era quello che si addentrava in alto mare più di ogni altro marinaio. Come se cercasse qualcosa. Pesciolino non si era mai sposato, anche se molte ragazze lo avrebbero voluto per marito.sirena 4
Ma la verità è che conservava nel cuore il ricordo della sua sirenetta Melina. Era morta o no in quella lontana notte?
sirena 5Pesciolino l’avrebbe saputo ben presto. Ci fu una tempesta che l’Isola non aveva mai visto prima. Arrivò all’improvviso e colpì con furia. Pesciolino venne colto di sprovvista. Si aggrappò al timone della barca, ma il mare si chiuse su di lui e lo spazzò via insieme alla sua rete.
Pesciolino rimase impigliato nella rete dentro l’acqua e i suoi sforzi per liberarsi furono inutili. Cominciò ad affondare: non poteva più respirare.
A un tratto delle mani lo afferrarono e lo ricondussero in superficie. Il peso dell’acqua scura si fece più leggero e poi… poté respirare l’aria. Venne tenuto a galla così, sempre avvolto nella rete, finché la tempesta si calmò
- Melina! – gridò il giovane – ma allora hai imparato a nuotare! E mi hai salvato la vita!
- Così come tu hai salvato la mia! – disse la dolce voce della sirena. Poi con una conchiglia dai bordi affilati tagliò la rete.
- Ora non dobbiamo più perderci!
sirena 6Ecco perché ancor oggi Pesciolino naviga con la sua barchetta in alto mare, dove nessun altro osa seguirlo.
Ora è un uomo vecchio, ma non si è mai sposato. Si mormora che nelle notti senza luna, lui scivoli ancora nelle acque profonde per nuotare insieme ad una sirenetta dai capelli d’oro.

Redazione

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avatar Articolo scritto da Redazione il 15/06/2016
Categoria/e: Favole.



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