La nuova slitta di Babbo Natale

Babbo Natale ha bisogno di una nuova slitta, l'elfo meccanico ne ha realizzata una super-tecnologica... come ci racconta Monica Sorti in questa bella favola, illustrata da Luca Ciancio...

paesaggio invernale_Luca CiancioMancavano pochi giorni al Natale. Al polo nord era un gelido pomeriggio. Grossi fiocchi danzavano nel cielo, preannunciando quella che aveva tutta l’aria di essere un grande bufera di neve.

Babbo Natale uscì frettolosamente dal portone di casa e si avviò a larghe falcate verso l’officina di Bullone, l’elfo meccanico al quale aveva commissionato la costruzione di una nuova slitta. Quella vecchia non è che l’aveva lasciato in panne, anzi … sarebbe stata disposta a farsi altri due o tre Natali … Ma c’erano ben tre motivi per i quali lui era stato costretto a mandarla il pensione. Il primo era che, essendo un po’ su di età, ogni tanto perdeva per strada qualche pezzo. Il secondo era che ormai cigolava in maniera sinistra, producendo melodie più adatte alla notte di Halloween che non a quella di Natale. E l’ultimo era che  le renne si erano rifiutate di portarsi in giro un altro anno un simile catorcio. Ora Babbo Natale sperava solo che l’elfo fosse riuscito a costruirne una identica alla precedente.

La nuova slitta_Luca CiancioIn effetti quando spalancò la porta e se la ritrovò davanti rimase piacevolmente sorpreso.  Era uguale in tutto e per tutto alla sua vecchia collega!

- Allora, cosa ne dici? – gli chiese Bullone battendogli amichevolmente una pacca sulle spalle.

- Sono senza parole … –  sussurrò Babbo Natale.

- Perfetto! Allora sali che ci facciamo un giro!

- Ok, vado a chiamare le renne.

- Renne??? Non servono più le renne! Puoi  mandarle in pensione!

E senza neanche aver il tempo di capire cosa stesse succedendo, Babbo Natale si ritrovò a bordo della nuova slitta, che partì facendo un baccano d’inferno. SENZA LE RENNE!!!

“Quale animale invisibile ci sta portando in giro?”, chiese Babbo mentre se ne stava sprofondato in una poltrona super-tecnologica, a suo agio come su quella del dentista. “E come mai questo sedile scotta?”.

- Ahahahah – ridacchiò Bullone. – Niente animali. Sono stati sostituiti da questo motore da 500 cavalli!

- Ah, ma allora gli animali ci sono! E pure tanti! Mi pareva strano…

- No, no, è un modo di dire per indicarne la potenza. E comunque il sedile non scotta! E’ riscaldato e regolato in modo tale da mantenere costante la tua temperatura corporea.

- Ma io voglio stare al freddo! Io ADORO stare al freddo! E poi queste luci non mi piacciono affatto. Spaventano le creature della notte …

- Fari laser di ultima generazione! Illuminano fino a 50 chilometri di distanza.

- E poi senza le mie renne che conoscono la strada non mi sento sicuro.

- Navigatore satellitare con gps integrato! – Bullone indicò soddisfatto quella che sembrava la pulsantiera di una centrale atomica – Questa slitta è troppo avanti. Da quest’anno ti chiameranno Babbo Tech.

Nel frattempo erano tornati all’officina meccanica. Babbo Natale scese di corsa dalla slitta, come se gli scottasse il terreno sotto i piedi. In effetti gli scottava solo il sedile …

Quindi disse a Bullone: – “Ti ringrazio per il lavoro che hai fatto. Tu sei un vero genio tecnologico, e le tue creazioni le utilizzeremo certamente in altri modi. Ma il Natale è il periodo della tradizione, e io voglio essere il Babbo Natale di sempre. Arrivare lentamente, al buio, sul mio solito sedile freddo. In silenzio, al suono dei soli campanellini, senza il fracasso di quel motore! E poi le mie renne ci rimarrebbero malissimo se fossero  sostituite da cavalli che neanche si vedono! Quindi ti prego, ridammi la mia vecchia slitta …”.

Alla fine, seppur di malavoglia, Bullone si rimise ad lavoro, rimosse tutti gli optional tecnologici , e consegnò a Babbo Natale una slitta di vecchia generazione. Così la tradizione poteva andare avanti …

 

 

 

 

Redazione

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avatar Articolo scritto da Redazione il 21/12/2016
Categoria/e: Favole, Primo Piano.



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