Il mago magro e la fata grassa

Sono i protagonisti di questa bella favola dell'antica tradizione veneta...

il mago magro-FAVOLAC’era una volta un mago magro che era abituato a fare lunghe passeggiate. E cammina, cammina, un giorno incontrò una fata grassa.
“Dove vai, Mago, con quel passo?”.
“Vado a camminare sulle strade del mondo.”.
La fata grassa gli domandò di accompagnarlo: le sarebbe piaciuto passeggiare in sua compagnia. E così fanno. Insieme vanno per le strade, tutti e due con un buon passo. Una sera, si ritrovarono lontani da casa e l’ora è ormai tarda.
“È meglio che cerchiamo alloggio da queste parti, perché tornare è troppo lungo e faticoso e ormai c’è buio pesto.”.
Risponde il mago: “Hai ragione, chiederemo ospitalità a quella casa là… quella a sinistra della strada.”.
Si avvicinarono e bussarono alla porta. Venne ad aprire una donna che subito li accolse con animo aperto. Entrarono e la casa mostrò tutta la povertà della donna che ci viveva.
“Accomodatevi pure… vi darò da dormire come posso perché, come potete vedere, letti non ne ho. Se vi basta un po’ di paglia accanto al focolare io vi stenderò sopra cinque braccia di tela, così vi farà da lenzuola.”.
I due ospiti accettarono la proposta.
“Per noi basta.”.
La donna preparò il giaciglio accanto al focolare, con la tela sopra la paglia. Poi si dettero la buona notte e si misero a dormire. La mattina dopo, di buon’ora, il mago magro e la fata grassa si alzarono e videro che la donna era già al lavoro. Aveva appeso il paiolo al fuoco e stava rimestando la polenta. Quando s’accorse del loro risveglio, li salutò con il buon giorno.
“Se vi volete fermare ancora un poco, vi preparo la colazione. Ho soltanto della polenta, ma appena fatta è molto buona.”
“No, no… vi siamo grati per averci ospitato questa notte. Ora dobbiamo andare; ma, prima di partire, vogliamo darvi una ricompensa per la vostra ospitalità. La prima cosa che farete da questo momento, la farete per tutto il giorno.”,
Così dicendo, la salutano e se ne vanno. La donna, rimasta sola, pensò di togliere la paglia del giaciglio e rigovernare la casa. Così fece e per prima cosa, prese in mano la tela per piegarla e riporta nella cassa. Come la raccolse dalla paglia, la tela si allungò. E tira, tira, tira la tela continuava ad allungarsi, a srotolarsi, non finiva mai. Intanto tornò a casa il marito per il desinare e vide che la tavola era ancora sparecchiata, sopra non c’era niente.
“Come mai? Non prepari il desinare, oggi?”.
La donna, tutta presa con la tela, gli raccontò dei due pellegrini e di quella straordinaria ricompensa che le avevano lasciato per l’ospitalità ricevuta. Il marito, tutto contento, decise di andare a mangiare un boccone all’osteria. Non era neppure pensabile che la moglie abbandonasse la tela, per preparare il solito desinare. Per strada l’uomo incontrò la comare, la vicina di casa, che abitava sul lato destro della strada.
“Volete saperla una cosa straordinaria, comare mia? Mia moglie, da stamattina, è tutta occupata a far su tela e tela.. Tutto questo come ricompensa per aver dato da dormire a un tizio alto e magro e a una tale larga e grassa!”.
“Fortunati voi! Tutta quella tela deve valere un patrimonio. Magari, toccasse anche a me ospitare quei due.”.
Neanche a farlo apposta, la sera bussano alla sua porta proprio i due strani pellegrini. Tornavano dalla loro passeggiata e trovarono comodo domandare ospitalità alla casa di destra. La donna andò ad aprire e riconobbe i due tipi dalla descrizione che le aveva fatto il compare, a mezzogiorno. Pensando alla fortuna fatta dalla vicina, la donna li invitò ad accomodarsi con molte premure.
“Letti, purtroppo, non ne ho, ma vi sistemerò accanto al focolare. Vi metterò della paglia e sopra vi stenderò qualche braccio di tela.”.
I due pellegrini avevano poteri magici, videro tutto quello che c’era nella casa, di sotto e di sopra, e s’accorsero che la donna aveva più di un letto ma, senza far nessuna parola, accettano di dormire sulla paglia.
“No, vi metterò anche un braccio di tela. Non ne ho molta, ma appena da stendervi sopra.”.
L’ora era ormai tarda e si buttarono sul giaciglio per dormire. La mattina dopo, quando si svegliarono, la donna era già in piedi e con la polenta bella e fatta sulla tavola.
“Se volete una fetta di polenta… Volentieri.”.
“Ci basta il piacere che ci avete fatto; per ricompensa, vi promettiamo che la prima cosa che farete da questo momento, la farete per tutto il giorno.”.
Così dicendo, la salutano e se ne vanno.  La donna avrebbe voluto andare subito a raccogliere la tela ma le scappava urgentemente la pipì. Pensò che fosse meglio farla subito, così avrebbe potuto srotolare tela per tutto il giorno, tranquillamente. Così corre a fare la pipì e, piss piss piss, non riuscì a fare altro per tutto il giorno. Il giorno dopo, sfinita da quella gran fatica, la comare incontrò il mago magro e la fata grassa per la strada.
“Bene! Dopo tutto quello che ho fatto per ospitarvi, così mi avete ricompensato!”.
“Noi facciamo sempre la stessa promessa. Siete voi, il vostro cuore che è diverso! Ci avete dato ospitalità per interesse, volevate la tela. Non ci avete ospitato per carità di cuore.”.
Detto questo se ne sono andati e non passarono più per quella strada. Se ne sono andati a fare le loro passeggiate in un’altra parte del mondo.

 

Redazione

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avatar Articolo scritto da Redazione il 19/06/2015
Categoria/e: Favole.



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