La notte magica

La magia e i ricordi in questa bella favola di Natale...

natale_500Era la notte di Natale e la neve scendeva abbondante. In una baita, la calda luce del camino disegnava sul muro strane forme e, nel lettino, sotto una calda coperta, un bambino ascoltava la favola di Natale che il nonno gli stava raccontando:

“Vedi, devi sapere che le stelle non sono nate senza un motivo. Tanti anni fa, in una notte come questa, un bambino più o meno della tua età, guardava fuori dalla finestra. Era una notte buia e silenziosa e il cielo era nero e scuro. Quel bambino si sentiva solo, ma tanto solo, così solo che espresse un desiderio con una tale forza che si alzò un forte vento e tantissimi dei fiocchi di neve che scendevano, come in questo momento, volarono nel cielo, riempendolo di puntini bianchi. Da quel momento gli uomini guardarono per la prima volta le stelle e si rivolgevano ad esse quando volevano esprimere un desiderio. Tornando a quel bambino, pochi minuti dopo la comparsa delle stelle, sentì grattare alla sua porta, la aprì e vide davanti all’uscio una cesta e nella cesta, un cagnolino infreddolito che lo fissava con i suoi occhioni. Da quel momento quel bambino non si sentì mai più solo, neanche per un istante.”

Il nonno fissò il bambino per vedere se si era addormentato, il bambino invece era attento e lo fissava a sua volta. Distolse lo sguardo e lo rivolse alla finestra. La neve scendeva sempre più fitta.Il bambino guardò ancora il nonno:

“Anch’io nonno ho il mio desiderio. Vorrei che ogni anno della mia vita, in questa notte tu mi raccontassi una fiaba!”.

Il nonno sorrise intenerito e una lacrima spuntò nei suoi occhi.

Il bambino ora cresciuto era in piedi davanti alla finestra del suo appartamento. Era la notte di Natale.

I suoi figli alle sue spalle, stavano aprendo i pacchi con una gran foga. Lui fissava tra i fiocchi di neve e il suo pensiero vagava nella folla dei suoi ricordi, quando il suo sguardo cadde sulla strada, dove alla luce bianca di un lampione, un vecchio mendicante stava controllando nella spazzatura: forse sarebbe riuscito a trovare la sua cena?!

Come se sentisse uno sguardo addosso,  il vecchio si voltò e sorrise, quello che una volta era un bambino ricambiò il sorriso, senza rendersi conto del perché. In quell’istante si sentì tirare la stoffa dei pantaloni: “Papà, papà guarda che bello il mio nuovo robot!.

Accarezzò la testa di suo figlio e ritornò con lo sguardo alla strada, ma anche se erano passati solo pochi secondi, il mendicante era scomparso… fu in quell’istante che la favola più bella che aveva mai sentito comparve nella sua mente.

Redazione

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avatar Articolo scritto da Redazione il 07/12/2015
Categoria/e: Favole.



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